Diario di Viaggio di Li Li

Parte 3 di 11
Annotazione 3: cattura di un Hozen

Dopo essermela cavata alla grande nella Vallata Albeggiante, proseguii nella Fattoria Dai-Lo!

Questo luogo meraviglioso è il granaio dell’Isola Errante. Ho letto da qualche parte nella Gran Biblioteca che il suolo di questa regione è tra i più fertili della terra. Il villaggio di Dai-Lo è una piccola comunità di contadini vicina alle Terrazze Fertili, lunghi tratti di suolo coltivabile stracolmi di carote, zucche e altre delizie.

Tutto quel cibo maturo all’area aperta rende la zona un bersaglio primario per numerose bestie fastidiose come i Leproratti. Quegli animaletti pelosi divorano qualsiasi cosa su cui riescano a mettere le loro piccole mani sporche, soprattutto se si tratta di verdure.

I Leproratti comunque sono solo uno dei problemi della fattoria. Sulla strada per Dai-Lo, Lun, il conducente del carretto, mi raccontò di un gruppo di ladri Hozen che si era infiltrato nel villaggio e avevano rubato diversi sacchi di riso e di verdure. Normalmente, quelle scimmie irragionevoli restavano nel villaggio di Fe-Feng, nella parte nordoccidentale dell’isola, ma a volte si spingevano oltre e arrecavano danni anche altrove.

Non voglio essere fraintesa: a me piacciono gli Hozen. Hanno una cultura affascinante e delle usanze molto interessanti. Sono pazzi, è vero, ma lo sono in un modo piacevole, divertente. Purtroppo, a volte diventano troppo pazzi.

Rimasi di stucco quando seppi che nessuno si era messo in cerca dei ladri. Forse, con i Leproratti sempre all’opera, i contadini di Dai-Lo non pensavano che perdere qualche sacco di cibo ogni tanto fosse un gran problema. Per come la vedevo io, se i contadini avessero permesso agli Hozen di prendersi il loro raccolto, quelle palle di pelo avrebbero certamente continuato a farlo. Ma quello era il nostro cibo, non certo il loro, e io non avevo alcuna intenzione di starmene lì a guardarli agire indisturbati!

Lun disse che recentemente degli Hozen erano stati avvistati nelle foreste a nord delle Terrazze Fertili, vicino a un’area chiamata Laghetti dei Mille Canti. Non ci volle molto a trovare una scia di chicchi di riso che si allontanava dal villaggio (probabilmente uno dei sacchi rubati era rotto). Seguii la traccia tra i fitti alberi color smeraldo lungo le sponde dei laghetti.

Questi laghetti mi sono sempre piaciuti, emanano serenità e una sorta di aura magica. Ho trascorso molto tempo qui, cercando di restare in equilibrio in cima ai pali di legno che emergono dall’acqua. Era un addestramento emozionante, perché riuscire a non cadere non significava solo restare asciutti. In quei laghetti, infatti, c’è qualcosa di più dell’acqua.

Nel corso degli anni, animali di ogni razza sono morti in quei laghetti, e il loro spirito si è unito alle acque magiche. Se ti bagni... BAM! Ti ritrovi a saltellare in giro come una rana o a trascinarti nella fanghiglia come una tartaruga. C’è anche un laghetto abitato dagli spiriti della puzzola: dopo essere caduto lì dentro, quella maledizione ti fa puzzare per giorni!

Presi una pausa dalla mia ricerca e guardai i giovani saltare da un palo all’altro sotto la guida di un Pandaren di nome Bo. Di corporatura robusta e di mentalità rigida, era stato un mio insegnante per anni. È di animo gentile, ma è divertente come un secchio di esche andato a male. Sta sempre lì a ripetere Non farlo!... Proprio come mio padre. Sono entrambi l’esatto opposto dello zio Chen.

Bo mi vide mentre camminavo lungo la sponda di un laghetto e mi lanciò un’occhiataccia. Probabilmente pensava che fossi nel mezzo di qualche disavventura (e aveva ragione, naturalmente). Per fortuna, era troppo impegnato con i suoi allievi per prestarmi ulteriore attenzione.

Alla fine trovai i ladri Hozen, cinque per l’esattezza. Se ne stavano tranquilli sulla sponda del laghetto della puzzola, a giocare a spingersi l’un l’altro in acqua. Quando uno di loro cadeva e si trasformava, gli altri saltellavano su e giù, fischiando e gridando come se fosse la serata speciale della birra a metà prezzo al Birrificio Ki-Han.

Vidi quello che rimaneva dei sacchi di riso e di verdure su una collina non molto distante, nascosti dietro un albero. Gli Hozen erano talmente impegnati nel loro gioco che non mi videro neppure quando mi avvicinai di soppiatto per vedere meglio la merce rubata. Scivolai attenta, sempre più vicina, passo dopo passo, finché il cibo fu a portata di braccio, e allora... due lanuginosi cuccioli di Hozen saltarono fuori da dietro i sacchi!

Non mi aspettavo certo che i ladri fossero una famiglia. Forse avevano rubato il cibo per nutrire i loro piccoli: non ebbi più il coraggio di riprenderlo. Eppure, ancora desideravo una piccola vendetta. Lanciai una delle zucche rubate contro gli Hozen vicino al laghetto e poi corsi a nascondermi tra gli alberi. Dal grande tonfo che ne seguì, immaginai di averne colpito almeno uno e di averlo fatto cadere in acqua: probabilmente, adesso che era una puzzola, emanava un odore più piacevole dell’odore che hanno di solito gli Hozen.

Era arrivato il momento di affrontare le mie paure. Raccolsi alcune scorte a Dai-Lo e poi mi inoltrai nella foresta, il luogo più pericoloso e proibito di tutta l’Isola Errante!