Qualcosa aveva destato Re Varian Wrynn da un sonno profondo. Immobile al buio, sentì il debole ticchettio di un gocciolio in lontananza che risuonava tra le mura del Forte di Roccavento. Fu assalito da un senso di terrore poiché non era la prima volta che udiva quel suono.
Si avvicinò cautamente alla porta e appoggiò l'orecchio contro il legno di quercia brunito. Nulla. Nessun movimento. Nessun rumore di passi. Poi, come se provenisse da molto lontano, il sordo e ovattato mormorio di una folla acclamante fuori dal castello. Ho dormito troppo e ho mancato le cerimonie di oggi?
Udì di nuovo lo strano gocciolio. Stavolta echeggiava sul pavimento gelato, bagnato e ben distinto. Varian aprì lentamente la porta e sbirciò fuori. Il corridoio era buio e silenzioso. Persino le torce sembrarono tremolare di una luce fredda, che si spense altrettanto rapidamente di come era nata. Per un uomo poco incline alle emozioni come lui, Varian sentì qualcosa rimestarsi dentro di sé... qualcosa di vecchio... o di giovane... o forse qualcosa dimenticata da tempo. Era un sentimento infantile, come di... paura?
Si scrollò subito di dosso quel pensiero. Era Lo'Gosh, il Lupo Spettrale! Il gladiatore che incuteva terrore nel cuore di amici e nemici. Eppure, non riusciva a liberarsi dalla primitiva sensazione di disagio e pericolo che pervadeva il suo corpo. Una volta nel corridoio, Varian si accorse che le guardie non erano al loro posto. Sono tutti assorbiti dal Giorno della Rimembranza? O si tratta di qualcosa di più sinistro?
Proseguì lungo il corridoio al buio con estrema cautela fino alla grande e familiare sala del trono del Forte di Roccavento. Le sue mura torreggianti sembravano diverse... più grandi, più adombrate e più vuote. Dei teli penzolavano dall'alto soffitto di pietra, come vistose ragnatele. Su di essi era impressa la testa dorata di un leone, emblema dell'orgoglio e della forza della grande nazione di Roccavento.
Scarica in alta risoluzione Nell'oscurità, Varian udì un pianto soffocato seguito da un improvviso tafferuglio. Volse immediatamente lo sguardo verso il pavimento: una scia di sangue conduceva chiaramente al centro della stanza. Laggiù, immerso nell'oscurità, si stava svolgendo un combattimento convulso tra due figure, che lui riusciva a malapena a intravedere. Non appena gli occhi si furono abituati al buio scorse un uomo inginocchiato, ferito e sanguinante. Davanti a lui, si profilava una rigida figura femminile.
Varian conosceva bene quella sagoma. Le forme distorte rivelavano la natura corrotta del corpo e dell'anima. Era Garona Halforcen, parte Draenei... parte Orchessa: l'assassina procreata dalla mente malata di Gul'dan.
Varian rimase fermo, stordito e confuso mentre il sangue fresco colava lungo la lama della Mezz'Orchessa fino alla punta affilata per poi gocciolare... cadere... ed esplodere in rossi petali di rosa sul pavimento di marmo. Un ricordo invase la mente di Varian, donandogli una repentina consapevolezza. La corazza... Gli abiti regali... L'uomo a terra era suo padre, Re Llane!
Garona guardò Varian con un orrendo sorriso compiaciuto, poi spinse lentamente la lama verso il basso. L'acciaio lucente squarciò le tenebre e affondò nel petto del Re inginocchiato.
"No!", gridò Varian, barcollando in avanti. Si trascinò sul pavimento insanguinato per raggiungere suo padre, ne afferrò il corpo martoriato e lo strinse a sé, mentre il volto della Mezz'Orchessa veniva lentamente inghiottito dalle tenebre.
"Padre!", supplicò Varian, cullandolo fra le sue braccia.
Le labbra di Llane si contorsero dal dolore e ne uscì un fiotto di sangue dall'odore nauseante. Il vecchio sovrano riuscì a pronunciare poche parole smorzate: "Finisce sempre così... con i re della casata Wrynn."
Detto questo, rovesciò gli occhi all'indietro e spalancò la mascella in un'espressione orribile. Una vibrazione chitinosa proruppe dal fondo della sua gola. Varian avrebbe voluto strappargli gli occhi, ma scoprì che non ne era capace. All'interno della bocca spalancata di suo padre qualcosa si mosse, brillando e torcendosi verso la luce del crepuscolo.
Improvvisamente dalla bocca del sovrano morto fuoriuscirono migliaia di vermi striscianti, che distrussero il volto cinereo di Llane. Varian tentò di allontanarsi, ma venne sopraffatto. I vermi divorarono il suo corpo mentre emetteva un ultimo grido d'agonia.
Varian sobbalzò sulla sedia. Un urlo orribile risuonava ancora nelle sue orecchie. Era seduto al tavolo della mappa nell'alloggio privato al piano superiore del Forte di Roccavento. I caldi raggi solari inondavano la stanza insieme al fragore della folla festante proveniente dalle finestre in alto. Sono iniziate le celebrazioni per il Giorno della Rimembranza.
Fra le mani stringeva un medaglione d'argento annerito. La serratura era chiusa. Come già aveva fatto migliaia di volte in precedenza, Varian tentò istintivamente di aprire il monile... ma senza successo.
