Trama e ambientazione

Varian Wrynn:Il sangue dei nostri padri

di E. Daniel Arey


Varian lo guardò. Era incerto su molte cose. Ultimamente, le fondamenta su cui poggiava la stessa Azeroth erano state scosse nel profondo e molti pezzi erano stati infranti o persi per sempre. Ora anche le sue convinzioni vacillavano. Benedictus e Jaina si apprestavano ad andarsene, ma l'Arcivescovo aveva un'ultima richiesta.

"Vostra Altezza, a proposito di rinnovamento... In questo Giorno della Rimembranza ho un regalo per voi. A dire il vero è per voi e per il Principe."

Varian sospirò. "Padre, temo che oggi solo io beneficerò della vostra generosità. Mio figlio non vuole neppure trovarsi nella stessa stanza con me."

Benedictus sorrise. "Non vi preoccupate. La Luce trova il modo di illuminare persino le notti più nere. Raggiungetemi più tardi. Sono certo che potrò rimediare a molti dei vostri mali."

Varian non ne era affatto convinto. "Quando e dove, padre? Come sapete, sono molto impegnato oggi."

L'Arcivescovo si chinò su di lui e sussurrò un nome. Varian s'incupì non appena apprese dove si sarebbero incontrati, ma dopo un istante annuì controvoglia.

Mentre Jaina e l'Arcivescovo si allontanavano, Varian fece un'ultima domanda a Benedictus. "Ditemi, Arcivescovo... Credete che Anduin sarà un buon Re?"

L'Arcivescovo si voltò e annuì con autorevolezza. "Ne sono certo, Sire. Sempre che sopravviva a questi tempi difficili. Giorni disperati come questi tendono a bruciare ogni impurità, lasciando solo l'acciaio più resistente. E i Re della casata Wrynn hanno sempre dimostrato di avere carattere, Altezza!". S'inchinò, quindi uscì con Jaina. Varian rimase solo nella sala del trono con il fardello del comando che ormai conosceva fin troppo bene.

* * *

Varian entrò nel cimitero della città mentre il sole iniziava la sua lenta discesa verso l'orizzonte, proiettando caldi raggi cremisi sulle guglie dell'imponente cattedrale e sulle lapidi silenziose.

Mentre passeggiava vicino alle tombe che conosceva fin troppo bene, percorrendo il solito tragitto di ogni Giorno della Rimembranza, venne invaso da un'enorme tristezza. Il sentore speziato dei lillà gli solleticava le narici, riportandogli alla mente il meraviglioso profumo di sua moglie Tiffin, la sua risata gioiosa e il suo dolce sorriso.

Si avvicinò ai leoni di pietra che stavano di guarda alla tomba della sua amata. Si muoveva come in trance mentre le memorie a lungo sepolte lo investivano come una cascata. Raggi di luce dorata si riflettevano sulla placca bronzea della lapide. Varian lesse l'ultima riga dell'iscrizione: Il nostro mondo è freddo senza di te... e sentì l'amara verità invadergli il cuore. Tiffin, tu e Anduin siete stati gli unici a farmi sentire un po' di calore.

Udì dei passi alle sue spalle e si voltò, sorpreso di vedere arrivare Benedictus insieme a suo figlio. L'emozione alla vista del Principe fu smorzata immediatamente dall'espressione sconvolta sul volto di Anduin e dall'occhiata fulminante che questi lanciò all'Arcivescovo.

Varian era sorpreso di vederlo così cresciuto. Oppure era solo un inganno della luce? Guardando torvo il sacerdote, il Principe spostò nervosamente arco e faretra. "Arcivescovo! Quando mi avete implorato di accompagnarvi, avete dimenticato di dirmi che mio padre si sarebbe unito a noi."

Benedictus gli sorrise. "A volte, mio caro Principe, dobbiamo mantenere dei piccoli segreti per curare il mondo."

Varian sentì che stava riassumendo il suo ruolo di padre. Avrebbe voluto dire al ragazzo di crescere e smetterla di comportarsi come un idiota. Avrebbe voluto ordinargli di restare a Roccavento per adempiere ai suoi obblighi di Principe ed erede al trono. Ma sapeva che le sue parole avrebbero portato a una lite come l'ultima volta. Un atteggiamento rigido avrebbe solo allontanato Anduin.

"Arcivescovo, è questo il vostro regalo per il Giorno della Rimembranza?", disse Re Wrynn tentando di smorzare la voce. "Una riunione di famiglia a sorpresa?". Per un istante, il suo sguardo si posò involontariamente sulla tomba di Tiffin.

L'Arcivescovo li guardò entrambi con aria soddisfatta. "In parte. Ma c'è dell'altro. Ricordate la missione che mi avete affidato molto tempo fa, subito dopo la scomparsa della nostra diletta Tiffin?"

Varian pensò un momento... Era trascorso molto tempo. Così tante cose erano accadute dalla morte di sua moglie. Così tanti cambiamenti... E anche lui era cambiato molto. Tiffin amerebbe l'uomo che sono diventato?

Benedictus allungò una mano e diede a Varian una scintillante chiave d'argento. Il Re rimase sconvolto nel sentire il peso di quell'oggetto nel palmo della sua mano. Anduin capì immediatamente di cosa si trattava. "La chiave del medaglione di mia madre."

Varian era senza parole. Cercò di dire qualcosa. "L'avete trovata! Ma come...?"

"Sì, Sire. Come avevate ordinato. Vi chiedo perdono se ho impiegato così tanto tempo per portare a termine l'incarico, ma credo che oggi sia il giorno adatto per restituire a entrambi le vostre memorie!", rispose Benedictus dando un buffetto sulla testa del Principe.

Varian si sentì smuovere qualcosa dentro. "Grazie, Benedictus. Siete un brav'uomo. Non oso immaginare cosa farei senza di voi."

L'Arcivescovo chinò il capo. "Chiedo il permesso di accomiatarmi!". Non appena si voltò per andarsene, fece un gesto con il braccio. "Che la pace sia con voi...", disse. Quindi scomparve in un boschetto lungo il sentiero.

Varian rimase lì in piedi, girando e rigirando la chiave d'argento e interrogandosi sullo strano commiato dell'Arcivescovo. Infine notò che Anduin lo stava guardando. Tutte le frasi severe che aveva desiderato dire a suo figlio non avevano più alcuna importanza. Comprese l'unica verità: Anduin era più importante di ogni altra cosa. Era tutto così chiaro...