IL GIUDIZIO
Il giovane Troll era accovacciato sotto la pioggia, fissando davanti a sé il punto dove il sentiero scompariva nel fitto sottobosco della giungla. I raggi del sole e la brezza non riuscivano a penetrare il fogliame. Quella parte dell'isola veniva chiamata la Prima Dimora e nessuno vi si addentrava, tranne i pazzi e i Cacciatori dell'Ombra.
E Vol’jin non era un Cacciatore dell'Ombra.
Sentiva rivoli d'acqua scorrergli tra le dita dei piedi. Era una pioggia furiosa e ogni goccia sulla schiena lo spingeva verso la Prima Dimora. A volte i Cacciatori dell'Ombra facevano ritorno. I pazzi mai. Dietro Vol’jin un altro Troll si riparava sotto una grande palma.
Nemmeno Zalazane era un Cacciatore dell'Ombra.
"Nun siamo pronti!", disse Zalazane masticando rumorosamente della carne di kommu. "'O giudizio è per 'e Troll cchiù anziani che hanno già compiuto grandi imprese. Nuje altri siamo giovani. Nun siamo nisciuno."
"Io sono solo giovane. Nisciuno sarai tu!", disse Vol’jin ridacchiando e si alzò in piedi. "Dobbiamo farlo. Ieri notte, 'o papà mio ha fissato 'o fuoco per molte ore e mo' si comporta come se stesse per schiattare. Credo che abbia avuto na visione. Sta per arrivare nu cambiamento e nuje dobbiamo stare pronti."
"Credi che 'e Loa faranno di te nu Cacciatore dell'Ombra?"
"Sicuramente mi giudicheranno. Mi sottoporranno a 'na prova. Però nun so cosa significhi."
Scarica in alta risoluzione "Dicono che 'e Loa ci faranno o' lavaggio do' cervello!", disse deciso Zalazane. "Ci distorceranno 'e pensieri e ci faranno avere 'e visioni."
"Ho sentito dire che dovremmo affrontare molte prove. Se mi giudicheranno degno, diventerò nu Cacciatore dell'Ombra!", rispose Vol’jin. "In caso contrario... nulla potrà salvarci."
"Oh, io farò colpo di sicuro!", disse Zalazane con un sorriso astuto.
"Secondo me rideranno di te!". Pestò il fango e rallentò il passo per restare al fianco del suo amico. Si guardarono per un istante, dopodiché fecero un largo sorriso con le zanne in bella vista. Durante la loro infanzia trascorsa nel villaggio dei Lanciascura, era un segnale che significava che Vol’jin e Zalazane stavano per commettere qualcosa di estremamente stupido.
Urlando a squarciagola, corsero a capofitto nella Prima Dimora, attraversando viticci e radici insidiose. Il luogo era pregno di morte, sia rapida che lenta. Ma erano giovani... e pensavano di essere immortali.
