RP in solitario, si può.

Gioco di Ruolo
Oggi ho preso una pausa dalle quest, ma in cambio lascio qui la mia esperienza di gioco.
Dalla metà degli anni 80 sono un patito degli Rpg, e da alcuni anni ho barattato i vecchi libri dell'AD&D per WoW.
E' stato un ottimo affare, ma mi son reso conto che a 54 anni non sono certo un mostro delle combo e degli zompi come vedo fare, per cui ho deciso di giocare WoW in solitaria, aggiungendoci un pizzico di RP.

Come? Lo spiego subito: da quando ho finito le quest di Azuremist e Bloodmist arrivando oltre il liv. 20 e prendendomi la sospirata mount iniziale, ho cominciato a far visita ai cartelli dell'Alleanza coi manifesti: da lì ho cominciato a scegliere le aree dove andare a svolgere quest formando così la figura dell'eroe avventuroso che parte verso le varie destinazioni per servire la causa dell'Alleanza, e ciò genera un bel senso di soddisfazione.

Avrei anche fatto qualche dungeon, ma dato che in genere ci si ritrova giocatori casuali, non legati alla propria gilda, quindi non abituati al mio stile "lento" avrei dovuto rimaneggiare il mio prete Disciplina cambiando in Sacro per curare di più, solo che chi ce ne ha voglia di risistemare gli spells che poi cambiano col passar dei livelli, così ho deciso di proseguire in solitaria questando con tutta calma. Ho un approccio lento e metodico al gioco, con combo già ormai testate e ben sistemate, posso fare a meno di tutto il resto, tanto al 110 ed oltre ci arrivo uguale anche così.

Tra l'altro, ho visto in giro diversi players non gildati e di discreto livello, quindi, se tanto mi da tanto, non sono il solo a pensarla così: probabilmente, visto che, come diceva mia nonna, "ogni testa è tribunale" anche altri hanno fatto lo stesso ragionamento, o uno simile.

Ecco la mia testimonianza di player gildato prevalentemente solitario e questante.

Grazie di avermi letto, e buon gioco.

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